Quando il comune di Majano mi ha chiesto di pensare ad un omaggio da fare alla comunità di Traversetolo con cui Majano è gemellata da oltre 40 anni, subito mi sono sentita insignita di un grande compito. Questo lavoro avrebbe portato con sé negli anni a venire un significato profondo che va ben oltre la semplice opera.
La richiesta per me era troppo significativa per ovviare con qualcosa di già visto. Volevo che questo dono venisse davvero dal cuore per essere sentito e ricordato.
Ho così pensato all’intreccio di due fili che uniti creano legami, pensieri, ricordi, progetti.
L’opera rappresenta le mani che la comunità di Traversetolo e quella di Majano continuano da anni a tendersi. Esse vengono raffigurate attraverso i colori istituzionali in quattro fili che entrano nel quadro dai due lati opposti. A tratti li vediamo scomparire: simbolo della lontananza fisica. Ma poi, al centro, i filamenti si intrecciano in un gomitolo in cui i colori si fondono e danno vita al simbolo dell’infinito. Questo è sinonimo del legame profondo che i due paesi sentono e continueranno a sentire negli anni a venire, della forza nella resilienza e nell’aiuto donato durante il terremoto.
Così è nato questo mosaico, semplice, umile, ma di grande effetto, pensato in smalti e marmo bianco a sottolineare la limpidezza di un rapporto d’amicizia unico.









